Il recupero delle terre rare dai rifiuti elettronici si sta affermando come una delle principali leve per la transizione verso un’economia circolare. In Italia, il modello sviluppato da Itelyum rappresenta un esempio significativo di innovazione industriale applicata a questo ambito.
Attraverso processi avanzati, l’azienda è in grado di estrarre ossidi di terre rare a partire da magneti permanenti contenuti in dispositivi elettronici dismessi. Itelyum ha sviluppato un impianto pilota capace di trasformare i rifiuti in una risorsa strategica, contribuendo alla riduzione della dipendenza dalle importazioni.
Le terre rare, tra cui neodimio, praseodimio e disprosio, sono fondamentali per tecnologie chiave come motori elettrici, turbine eoliche e dispositivi elettronici. Il loro recupero dai RAEE consente di valorizzare materiali già presenti sul territorio, riducendo l’impatto ambientale associato all’estrazione mineraria.
Secondo le stime, la diffusione di impianti analoghi potrebbe coprire fino al 25% del fabbisogno europeo di materie prime critiche, evidenziando il potenziale strategico di tali iniziative.
Il caso Itelyum dimostra come la combinazione di competenze industriali, ricerca scientifica e politiche europee possa favorire la nascita di nuove filiere sostenibili e competitive.